



imbronciata perché costretta ai compiti forzati

Godzi se la ride perché fa quello che gli pare

La mia prodigiosa sdentatura, hahaha!
Questi venti giorni d’estate piena sono successe poche cose, ma intense. Prima di tutto mi sono caduti altri due dentini e quando rido sembro una vecchietta, così ho vietato al Miserabile Facchino di scattare immagini allegre. Il primo dentino non mi è esattamente caduto, ma mi è stato estorto con l’inganno da Andrea, l’amico di papà che è dentista. Il vile dapprima mi ha circuita lasciandomi scegliere tra una comoda piccola anestesia locale oppure un fastidio breve. Quando ho scelto la punturina lui mi ha comunicato con immensa tristezza che purtroppo non aveva siringhe e mi ha semplicemente chiesto di poter osservare la mia zanna pendula servendosi di un pezzo di carta assorbente. Non ho sentito niente, ma il Miserabile Facchino si è ritrovato in tasca il corpo del reato mentre io ho fatto un po’ di lagna lacrimosa tanto per non deludere il pubblico. L’altro dente, invece, mi è schizzato via mentre azzannavo un pezzo di pane. E poi sono caduta dalla bici da ferma e sono riuscita a farmi più male che non Godzi quando vola a centosettanta all’ora contro i muri rugosi. Tagli alla mano e un danno muscolare al braccio sinistro da farmi strillare, hanno provocato un comprensibile allarme che mi ha apportato coccole supplementari, quando temevo fossero poche ne avevo di più versando qualche lacrima del tutto gratuita. Sapete, posso piangere come, dove, e quando voglio, una vera professionista. Ora sto dando sfogo alla mia dipendenza dal diesse che sta toccando vertici inimmaginabili. E se il Miserabile Facchino prova a dire qualcosa mi tocco il braccio e subito calde lacrime bagnano il mio vestito. Il problema per me è Godzi che ama il gioco di Mario e mi rompe ogni volta per farmelo mettere. Addirittura si trasforma nel mio guardiano. Già, papà vuole che lo stesso tempo che dedico al ds lo debba dedicare ai compiti estivi, così mi ritrovo questo piccoletto prepotente che mi dice di fare i compiti così poi giochiamo e io non lo sopporto! Però ho quasi finito i due libri anche se mi mancano un sacco di problemi.
È venuta Martina, la mia amica di Roma, e siamo andati a trovarla a Sabaudia sulla spiaggia col mare basso. Fa tanto caldo e abbiamo giocato bene. C’era lei quando sono caduta rovinosamente e così piangevo e facevo sconnessi discorsi teologici “Perché Dio ha creato le cose così e non mette le cose a posto e io sono tanto sfortunata mi sono fatta male non potrò giocare col diesse e oggi c’era Martina come sono sfortunata”.
Sorpresi che non dico nulla di Godzi? Oh, lui ormai vive sulla fama che si è costruita in duri anni di danneggiamenti, però è andato a Subiaco con papà, a trovare nonna Franca. Là ha trovato un secchio, con dentro un pennello a rullo con ancora dei residui di vernice verde, e l’ha passato correndo sulla nuova stradina di cemento appena fatta, schizzandosi tutto il vestito e diventando nel complesso verde come un ramarro. Mamma sentiva così tanto la sua mancanza che quando Godzi e il Miserabile Facchino sono tornati, la sera, ha detto “potevate rimanere due giorni”. Sulla spiaggia si arrampica su tutte le grosse pance che vede e se si tratta di una donna dice “c’è un bambino là dentro?”, e quando non è vero ma si tratta di troppe fettuccine allora mamma vorrebbe chiedere scusa. Fa tanti tuffi da tutte le altezze ed è sceso in acqua anche dagli scogli, prende il materassino da solo e va verso il largo provocando grida isteriche delle altre mamme che non sanno che almeno dieci metri a nuoto, con stili non contemplati dai manuali, li sa fare, e poi c’è sempre papà che lo sorveglia. Da stanotte farà anche a meno del pannolino, visto che ormai sono diversi giorni che preserva dall’umidità il letto. Si è impossessato di due vecchi telefonini di papà e ha distrutto diversi giochi. Ecco.
Abbiamo visto i fuochi d’artificio sulla spiaggia a Ferragosto, e siamo a quota un miliardo di bagni. Quando torniamo a Roma tra una ventina di giorni saremo tristi, ma sazi.

Il compleanno di Godzi è andato bene, ci siamo abbastanza divertiti anche se lui ha tentato la fuga temendo di dover mangiare la torta-da-grandi.

Quando ha spento la candelina assistito da nonna Adriana tutti hanno capito che il peggio era passato e la festa si avviava trionfalmente alla conclusione.

Siamo andati a cena da zia Simona per il suo compleanno, e qui siamo da sinistra a destra Andrea, Max, Riccardo, io e Giovanni
Nei giorni scorsi io e Godzi siamo stati sottoposti a tremende prove: il saggio scolastico e il brevetto di nuoto! Non vi posso dire la paura, ma ne avevo parecchia. Poi, come a volte succede, tutto è passato quando la sfida è iniziata.

Qui ero una semplice spettatrice delle prove altrui al saggio.

L'incredibile Godzi faticosamente allenato al rispetto di minime regole di socievolezza e disciplina. Un successo planetario!

Un tripudio di colori.

Godzi ostenta il suo brevetto da vero modello.

E io cerco di non essere da meno.

Godzi sul monopattino

Me moi la principessa delle acque

Il rettile mentre danneggia incondizionatamente

Sono deliziosamente pronta alla prossima vasca













Per prima cosa ci fu la partenza, che impegnò il Miserabile Facchino oltre ogni esperienza umana, giacché la Grande Generatrice era partita per il lavoro lacrimando dalla gioia disperazione. Fortunosamente venne in soccorso del virile genitore nonna Adriana, che permise la nostra rumorosa migrazione verso Subiaco. Ovviamente dormimmo in macchina quel tanto che bastò a privarci del sonno fino a sera inoltrata, incantando il pomeriggio di papà con ripetute risse e urli.
Per seconda cosa ci fu la vigilia di natale che si svolse con impressionante confusione; la cena fu abbondante ma rapida visto che ciascuno rimase seduto per non più di trenta secondi. In questa terribile baraonda passarono in secondo piano le evoluzioni di Godzi e soprattutto la mia sconsiderata bellezza.
Per terza cosa ci fu babbo natale che passò tintinnando sul balcone davanti ai miei esterrefatti occhi, per svanire nel buio pesto non prima di aver lasciato alle mie innocenti spalle decine di regali che nonna Franca iniziò a gettare da una parte all'altra creando una perfetta replica del caos primigenio.
Per quarta cosa ci fu che dormimmo tutti insieme con papà e la cosa fu buona e giusta; Godzilla aprì i suoi rettileschi occhi non prima delle nove del mattino anziché alle quattro e mezzo. Peccato che papà avesse maldigolafebbremaldistomacotossebrividi che ne avevano minato la leggendaria resistenza.
Eh già, per quinta cosa ci fu Godzi che salì e scese i gradini delle scale di casa trilioni di volte, cadendo rovinosamente solo una e stampandosi di guancia contro il gradino - peraltro senza soffrire danno alcuno.

Per sesta cosa ci furono i miei meravigliosi regali: la bambola baby born che mi procurò una gioia incontenibile; il geomag col quale costruii solidi tratti da un incubo architettonico; una bellissima vestaglia da notte color crema che inaugurai subito; altro di cui smarrii ogni traccia mnemonica.

Per settima cosa arrivò mamma che cercò di mettere in ordine la nostra camera e venne per questo presa da crisi impronunciabili.
Per ottava ci furono le passeggiate nel terreno dove sembrava l'inizio dell'autunno anziché la fine, e i cani Uccio, Billy, Tita e i due micetti grigia e tigrato, tutti cari a nonna Franca come pupille a un occhio e le foglie rosse e le pigne e i sassi bianchi. E Godzi.


Per nona la nostra partenza a causa della quale nonna Franca venne presa da viva gioia disperazione; oh come mi mancherete! esclamò tenendo nascosto dietro la schiena moet&chandon.
Per decima il nostro arrivo a Roma dove riprendemmo le nostre turpi abitudini, con la novità costituita dalla caduta della barriere del letto di Godzi il quale dormirà più vicino a me la notte; con questo si spera che il tellurico fratellino non deturpi le notti dei vecchi.

Ah che bella sciata! Sono stati quattro giorni fantastici, grazie amiche di mamma e Matteo e Massimo, siamo stati bene!

Qui nella mia posizione sublime in un perfetto spazzaneve con mani giunte dietro la schiena come da istruzioni precise del maestro Mauro. Imperturbabile e composta, sono stata soprannominata La Piccola Grace Kelly Delle Nevi. Unico particolare stonato le mie rovinose cadute, per fortuna rare, nelle quali riuscivo ad annodare gambe e sci a gassa
Con furbizia, sono rovinata al suolo lontana dal crudele obiettivo di papà, così nessuno avrà mai testimonianza fotografica delle mie scomposte posizioni da Granchio Starnazzante. Volevo assolutamente andare sulla seggiovia per sperimentare nuove forme di spostamento e concludere il bellezza la mia iniziazione sciistica, ma una fila disumana ha fatto desistere mamma.

Sogghigno tra me e me per la mia incommensurabile tecnica nella conduzione di curva, o forse perché vedo il Miserabile Facchino che mi inquadra. Papà è venuto a prenderci perché, secondo le leggi misteriose della termodinamica da viaggio, le valigie preparate per l'andata non sono bastate per il ritorno, e l'automobile che era bastata per l'andata non bastava per il ritorno, così lui è arrivato per un piacevole giornata che lo ha visto scorrazzare per valli, monti e strade in temerarie avventure come Cerca un parcheggio a meno di cento chilometri dalle piste, Dai retta a tre mamme e tre bimbi, e ovviamente il suo pezzo forte, Carica e scarica tutti i bagagli col sorriso sulle labbra. Però ha sciato e non sembrava per niente infelice mentre mi guardava dominare i ghiacci e le nevi della terrificante pista Topolino. Sebbene di tempra robusta, ieri sera mentre mi cullava, al buio, s'è addormentato lui e ho dovuto svegliarlo seicento volte. Ma dico!
Godzi o l'Adorabile Teppista, quando ci siamo incontrati abbiamo ripreso le nostre abitudini, io l'ho spintonato violentemente mentre lui cercava di sottrarmi con cieca ostinazione la mia preziosa borsetta piena di palline e di winnie pooh gallina, topo e mucca. Poi però ci siamo dati dei bacetti di bentornato. Mi è mancato tanto. Andrea infine ha esclamato "smaklhuz, iààà, dejààà, uhh!", così ho capito perfettamente che mi vuole bene anche lui.
il nome della luna