Godzi ebbe mal di pancia ieri sera, tanto che si addormentò sdraiato sopra papà. Stamattina il mio adorato fratellino si svegliò alle 6:30 am, e trascinò con sé il Miserabile Facchino il quale, nel pieno possesso delle sue facoltà nonostante la nottataccia, sedette al computer chiamandolo "Hal" e chiedendo "Dov'è il mio monolite?".
Dopodiché ci preparammo per partire per le nostre formidabili vacanze di Pasqua in formazione sparsa. La Grande Generatrice assai rammaricata (haha) si recò da un allergologo e ci diede appuntamento a Subiaco, mentre papà e la valente tata raccolsero il numeroso bagaglio, noi compresi.
A Subiaco venimmo accolti dalla casa gelida, visto che nonna Franca sarebbe tornata solo nel pomeriggio da una settimanale visita ad amici e il riscaldamento non funzionava, nonostante i tentativi di zio Alberto. Papà con mirabili manovre, consistenti nel girare a occhi chiusi dei rubinetti recitando dei mantra, riuscì ad accenderlo e la nostra avventura iniziò nel migliore dei modi. Inutile dire che Godzi se la fece sotto stasera, in conseguenza dei suoi problemi, però ricevette una bellissima macchina fuoristrada che dovrbbe resistere almeno fino a mezzanotte, ora in cui Godzi la trasformerà in rottame. Accompagnai mamma a fare la spesa e ci divertimmo un sacco, ricevetti un macchina delle polly tutta magnetica che fece sbavare il piccolo rettile di casa. Lo so, questo resoconto è un disastro, ma devo studiare!
Il mio fine settimana coincise con la fine del mal di pancia che urticò me e parecchi miei compagni di classe, nonché molti genitori. Tornata venerdì da scuola, pensai bene di fare tutti i compiti, memore del consiglio di papà, "Se li fai subito, poi te la godi due giorni senza pensieri". Si trattò in sostanza di schede di marketing, dove mi venne chiesto di scrivere il nome del dopobarba di papà e della crema di mamma, nonché la mia top ten dei cartoni animati. Se riceveremo proposte commerciali in merito, sapremo che alla subdola furbizia dei pubblicitari non c'è limite.
Passata la tempesta, Godzi e io pensammo di organizzare risse gratuite percepite fino ai piani alti, e sabato notte il fratellino, accusando misteriosi dolori, devastò il sonno di mamma (il furbo papà, malato, dormì altrove).
Ieri andammo insieme a una festa. Il Miserabile Facchino, acquisito tatticamente il mio mal di pancia, mi ringraziò perfino della possibilità di rimanere a casa da solo, mentre la Grande Generattrice gemette all'idea di andare con me e con Godzi, l'anarchica pestilenza. Una volta là, io mi inserii perfettamente nel gruppo mangiando l'immangiabile e partecipando a graziosi giochi tra cui "uccidi gli altri per il possesso di una sedia", "balla cercando di fratturare i piedi a tutti" e così via. Godzi invece pretese di uscire e dirigersi verso un solitario campo da pallavolo in erba sintetica, che lui proclamò essere una Spiaggia. Quale neurone malato della sua mente possa aver partorito una simile nefandezza non so. Fatto sta che dopo un litigio furioso con mamma, Godzi venne accompagnato in trasferimento coatto a casa, dove pianse la spiaggia perduta tra le braccia di un attonito papà. Poi il rettile si chiuse nella cameretta e gemere sotto il letto insieme al computer di Burpie, che pose domande tipo "Ci sono 3 stelline, quante sono le stelline?", alle quali Godzi rispose invariabilmente premendo "x", il che non sembrerebbe proprio sciocco potendosi applicare a tutte le domande possibili.
La sera mangiai una buonissima pizza. Godzi invece a un certo punto vomitò dappertutto perché mangiò tre ovetti al cioccolato alla festa e altri due a casa, troppi anche per lui.
Dopodomani ultimo giorno di scuola prima delle meravigliose vacanze di Pasqua!
Ieri andammo in piscina, Godzi e io, per la nostra settimanale esperienza acquatica. Poco prima di uscire di casa, mamma e papà manifestarono il loro scetticismo riguardo al fatto che Godzi, alla sua prima esperienza, avrebbe voluto scendere nella corsia riservata ai marmocchi sguazzanti, e conclusero che probabilmente il mio venefico fratello avrebbe iniziato il corso l'anno prossimo.
Io. Ebbi un brusco contatto coi miei limiti stilistici, visto che da quasi un anno non prendevo lezioni; cercai di camuffarli in svariati modi, alcuni altamente controproducenti. Per prima cosa partii sempre per ultima. Questo, pensai, mi avrebbe fatto notare meno. Invece al severo istruttore non sfuggì nulla; nuotai sempre contromano, producendomi in disastrosi frontali con i colleghi nuotatori che tornavano indietro; utilizzai a più non posso le corde separa corsie per trainarmi senza faticare troppo. Accorciai la distanza fermandomi a cinque metri buoni dal bordo nonostante i continui richiami. Me la cavai bluffando finché non venne il terrificante momento dell'immersione. L'istruttore lanciò dei bastoncini che affondarono e che noi avremmo dovuto recuperare. Qui fallii miseramente, non riuscendo a portare sott'acqua neppure il mio sacro posteriore. Mamma promise che mi avrebbe portato con sé un sabato mattina per insegnarmi un po' di trucchi del mestiere, perché proprio Non Sopporto di non saper fare le cose come gli altri.
Godzi. Appena immerso, la sua voce si stagliò netta e chiara sopra il vociare infernale di decine di bambini.
"Aiuto! Qualcuno mi aiuti!", temendo che i braccioli non lo tenessero a galla. Gli venne messo anche un salvagente, grazie al quale prese a vagare nella corsia sguazzando, ridendo e gridando come un deficiente mentre io vedevo i sorci verdi. Dopo mezz'ora rinunciò al salvagente gridando che non gli piaceva e che voleva distruggerlo. Passata l'ora, deposto sul bordo e pregato di indossare le sue ciabattine, Godzi fece capire al mondo che per lui la piscina era il più meraviglioso dei divertimenti. Cercò di gettarsi in acqua altre tre volte senza braccioli, ogni volta trattenuto dall'attonito istruttore; si produsse in una danza propiziatoria a saltelli per convincere tutti che lui Doveva Tuffarsi, si rassegnò alla doccia solo perché era a pochi centimetri dalla vasca; espresse il suo ululante disaccordo con la cerimonia della vestizione gridando per dieci minuti "Voglio andare in piscina!". Infine venne condotto in catene all'automobile e legato al seggiolino con gli occhi spiritati, mentre io facevo un gradevolissimo pisolino.
Tutto ciò vuol dire che la settimana prossima faremo di nuovo coppia, io la distratta e leggiadra nuotatrice, lui il perfido rettile acquatico.
il nome della luna