

Già, miei amati lettori, domani è il mio sesto compleanno! Non potete immaginare la mia gioia per la festa in programma, per gli amici e le amiche che vedrò e per i regali che riceverò (i regali li ho messi in coda all'elenco per dissimulare abilmente la mia avidità).
Ovvio che tutte le attenzioni siano per me. Ieri accompagnai mamma al supermercato per acquistare bevande zuccherose e cibi malsani da propinare a noi bimbi domani, mentre parteciperemo a feroci giochi di società insieme all'animatore. Questa nostra uscita provocò la grintosa gelosia di Godzi, che aggredì la Grande Generatrice con intimazioni del tipo "Ti chiudo in camera! In punizione! Tu non devi più stare con Flaminia!". Il risultato fu che mamma dovette passare mezzo pomeriggio col rettile mentre io mi esercitavo nella lettura di difficili testi in salone, divenuto più tranquillo dopo che papà spostò il lettore dvd in un'altra stanza, dove Godzi potesse vedere in loop i suoi amati Tom&Jerry.
Colleziono di tutto. I piccoli peluche di che mi tengono compagnia la notte (Godzi invece preferisce i modellini di automobiline che sono duri e spigolosi), pezzi di carta colorata, sassolini, conchiglie, cuoricini di pietra dura, mollette dalla forma particolarmente attraente. Poi nascondo tutto perché ho paura che Godiz trovi e distrugga tutto. Il risultato è che mamma e papà aprono cassetti, armadi, ante e sportelli e trovano roba mia, ha ha!
Miei eroici lettori, eccoci giunti alla fine di queste festività, che significarono tanta gioia per noi e tanta fatica per i vecchi, ricompensati dalla nostra adorabile presenza notte e giorno, ogni momento, ogni istante, ovunque e comunque e sempre con risse, capricci e strilli, ha ha!
Ricevetti dalla benefica vecchina numerosi regali, trovati miracolosamente dentro piccole calze misura 650 appese in cucina. Il regalo di Godzi invece, una simil-Ferrari, era talmente grosso da dover essere trasportato con una gru. Andrea riuscì subito a dechappare due pneumatici, prontamente ricostruiti dall'alacre Miserabile Gommista con del nastro adesivo. La mia passione per i particolari trovò soddisfazione in una serie di minuzie rosa contenute in scatole rosa con valigette rosa, in un demenziale tripudio monocromatico che spero mi abbandoni all'avvento dell'età della ragione.
La giornata di domenica proseguì presso l'incredibile abitazione di zia Alessandra, dove con Godzi trovammo motivo di riflessione. Io mangiai in cucina con Riccardo il super cugino, che mi sovrastò in appetito fino a farmi vergognare, mentre gli adulti s'ingozzavano elegantemente in salone. Andrea invece scovò la tartaruga della cugina Diletta dando inizio a un proficuo confronto tra rettili di origine preistorica. Le diede da mangiare, visto che si trattava di un esemplare acquatico del peso di diverse tonnellate, pensò di contribuire al suo benessere bevendo acqua dal biberon e sputandolo dentro il suo contenitore, infilò le sue manine nell'apertura per afferrarla; la cugina gliele tolse appena prima che quella lo trascinasse con sé nelle profondità della vasca. Godzi venne condotto altrove prima di estinguere il povero animale, la cui specie sopravvisse a millenarie vicissitudini che non contemplarono il terrificante fratellino.
Al momento dei regali capii che la befana bussa sempre due volte, o anche tre, esattamente come babbo natale. Carica di deliziosi regali, mi misi di impegno a concupire, insieme a Godzi, quelli di Riccardo, che ricevette una splendida autopompa dei pompieri, insieme a un elicottero dello stesso Corpo, con cui giocammo fino al momento di dover andare via. Sui nostri doni stendo un velo di silenzio per non farvi arrossire di invidia.
Tutto terminò con un brindisi augurale, al quale papà e zio Dario aggiunsero il grido di giubilo "Domani ricomincia la scuola, yuhuu!".
In macchina ci comportammo bene, Godzi si accasciò immediatamente iniziando a russare rumorosamente, mentre io abbassai le mie delicate palpebre poco prima di giungere a casa.
Così terminò il nostro periodo di feste, durante i quali, va sottolineato, sgobbai come una schiava sui libri scrivendo difficili parole con ghe e ghi, leggendo impegnativi testi sui capricci di Pasquino, e risolvendo complicati problemi di insiemistica sul numero dei paperottoli rinchiusi in un recinto. Ieri la prima sveglia alle 7:30 ripristinò le antiche, sane, confortanti abitudini. Godzi urlò Nonononoooo! Si alzò per picchiare il Miserabile Facchino e si rimise a letto, dove ingaggiò una feroce battaglia per non essere portato in salone. Io feci finta di dormire anche contro ogni evidenza, strillando come gli uccellacci stregati del signore degli anelli quando venni presa in braccio e tolta alle mie amate coltri. Venimmo vestiti e condotti al quieto edificio, dove maestre riposate diedero addio al loro essere riposate per ripiombare nel Puro Terrore.
Tornai a scuola, ma ormai so scrivere e leggere con rara abilità, per cui la cosa non mi pesò più di tanto.




il nome della luna